Al centro della foto, l’imprenditore Giacomo Timbro

Carrara A pochi giorni dalla conclusione della Carrara Bier Fest 2026, abbiamo chiesto a uno dei soci promotori, l’imprenditore Giacomo Timbro (insieme a lui, la moglie Arianna Bianchi e Giulio Dell’Amico) di fare un punto e di parlarci delle prospettive.

Si è conclusa la Carrara Bier Fest 2026, la prima della vostra gestione: siete soddisfatti di come sia andata?

«Siamo molto soddisfatti, soprattutto perché questa era la nostra prima edizione della Carrara Bier Fest. Ci abbiamo creduto fin dall’inizio e ci siamo impegnati al massimo per creare un evento bellissimo per la nostra città di Carrara.

La nostra soddisfazione personale per la riuscita di questo evento è altissima. Vedere i volti felici delle persone che hanno partecipato e, soprattutto, vedere tanti visitatori tornare più sere durante la nostra edizione, per noi non ha prezzo. È stata la conferma più bella che il lavoro fatto è stato apprezzato.

Abbiamo cercato di riportare entusiasmo, aggregazione e voglia di stare insieme, e crediamo che questo obiettivo sia stato raggiunto».

Una cosa che rifareste e una che non rifareste?

«Una cosa che rifaremmo sicuramente è cercare di ricreare quell’atmosfera di gioia e spensieratezza che abbiamo visto sui volti dei visitatori. Era uno degli obiettivi principali che ci eravamo posti e vedere le persone divertirsi, stare insieme e tornare più volte ci rende davvero fieri.

C’è poi un aspetto che per noi ha un valore enorme: non abbiamo avuto nessun problema dal punto di vista della sicurezza, nemmeno uno screzio. In una manifestazione di queste dimensioni è un risultato tutt’altro che scontato visto le migliaia di presenze riscontrate, siamo orgogliosi di aver garantito un ambiente tranquillo e sicuro per famiglie, giovani e adulti.

Per quanto riguarda ciò che non rifaremmo, è ancora presto per dare una risposta definitiva. Stiamo ancora analizzando questa prima esperienza e sicuramente ci saranno aspetti da migliorare. Siamo però convinti che proprio dagli errori e dalle difficoltà si possa costruire un’edizione ancora migliore».

Come sempre a Carrara, dove spesso i carrarini sono “gelosi anche delle cambiali”, quando qualcuno intraprende un’impresa c’è subito chi è pronto a criticare. Vi hanno addolorato questi commenti, vi hanno rafforzato, o cosa?

«I commenti positivi hanno superato di gran lunga quelli negativi e questo per noi è ciò che conta maggiormente.

È vero, però, che abbiamo letto anche commenti molto duri da parte di persone che hanno criticato la festa senza nemmeno aver partecipato una sera. In alcuni casi siamo rimasti davvero senza parole.

Fare i “leoni da tastiera” è facile. Molto più difficile è mettersi in gioco, investire tempo, energie e denaro e assumersi la responsabilità di organizzare un evento di queste dimensioni. Dietro questa festa ci sono mesi di lavoro e tre imprenditori carrarini che hanno deciso di credere in un progetto per la propria città.

Noi preferiamo rispondere con i fatti, perché alla fine sono quelli che contano. E i fatti dicono che a Carrara, da molti anni, non si vedeva un evento di questo tipo e che la risposta del pubblico è stata importante.

Le critiche fanno parte del gioco e non ci spaventano. Anzi, se sono costruttive possono persino essere utili. Quello che ci dispiace è giudicare un lavoro senza averlo prima conosciuto o vissuto. Noi comunque continuiamo per la nostra strada, con la consapevolezza di aver dato tutto per Carrara».

Il bando di Imm Carrarafiere prevedeva tre edizioni, andrete ancora avanti con la stessa società, cercate soci, oppure interromperete prima l’accordo?

«In questo momento siamo ancora impegnati a finire di smontare tutto l’allestimento, quindi credo sia ancora presto per fare valutazioni definitive.

Una cosa però possiamo dirla con chiarezza: non stiamo cercando soci. Siamo in tre imprenditori carrarini, abbiamo una squadra collaudata e una struttura organizzativa nella quale ognuno di noi si occupa di un reparto preciso. È una formula che ha funzionato e che ci ha permesso di affrontare una macchina organizzativa molto complessa.

Il bando prevede tre edizioni e naturalmente faremo tutte le valutazioni necessarie, anche alla luce dell’esperienza appena conclusa. Adesso vogliamo prima analizzare con attenzione ogni aspetto della manifestazione, capire cosa ha funzionato e cosa può essere migliorato.

Siamo appena arrivati al traguardo della prima edizione: prima di guardare troppo lontano, vogliamo capire bene tutto quello che abbiamo imparato da questa esperienza».
Si sono riviste le famiglie, grazie anche alle iniziative sportive, ma l’impressione è che al momento la festa non riesca ancora ad essere attrattiva come un tempo nei confronti delle città limitrofe: è mancato il tempo per pubblicizzarla o ormai c’è troppa concorrenza?

«Crediamo che questa prima edizione abbia dimostrato che la Carrara Bier Fest può tornare ad avere un’importante capacità attrattiva. Abbiamo visto famiglie, giovani, adulti e persone di tutte le età.

E soprattutto non abbiamo avuto soltanto pubblico locale. Sono arrivati pullman da altre città e abbiamo avuto visitatori provenienti da Parma, Pisa, Milano e da Ingolstad. Quindi una capacità di richiamo oltre i confini della nostra città c’è stata.
Questa prima edizione per noi rappresenta soprattutto un punto di partenza non dimentichiamoci che abbiamo organizzato tutto in 3 mesi. Adesso abbiamo esperienza, dati e una maggiore consapevolezza di quello che possiamo fare per crescere.

Anche il market è stato un elemento importante. Siamo riusciti a riportare alla festa alcuni storici negozianti della zona, ma abbiamo avuto anche espositori arrivati da altre regioni. Per noi è un segnale molto positivo: non soltanto per il food e beverage / l’intrattenimento, ma anche per il commercio e per il territorio.

L’obiettivo è fare in modo che la Carrara Bier Fest torni progressivamente a essere un appuntamento capace di attirare persone anche da fuori provincia e, perché no, da fuori regione».

Alcuni ristoratori si sono lamentati per il periodo della festa, lo confermerete in futuro o pensate di ricalibrare le date?

«Il periodo nel quale si è svolta questa edizione non è stato deciso da noi, ma era stabilito dal bando. Quindi è importante partire da questo dato.

Siamo consapevoli che una manifestazione importante deve dialogare con tutto il tessuto economico della città, compresi i ristoratori e le attività commerciali. Se ci sarà la possibilità di ricalibrare le date, valuteremo con attenzione quale possa essere il periodo migliore non soltanto per la festa, ma per l’intero territorio.

Questa è stata la nostra prima edizione e abbiamo ancora molto da imparare. La cosa importante è avere la volontà di ascoltare, analizzare e migliorare. Noi questa volontà ce l’abbiamo».


Una risposta a “Carrara, nostra intervista a Giacomo Timbro sulla Carrara Bier Fest: “Molto soddisfatti di questa prima edizione. Il futuro? Abbiamo la volontà di ascoltare, analizzare, migliorare””

  1. Avatar Iride bernacca
    Iride bernacca

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