
Carrara Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 stelle e Rifondazione Comunista non hanno dubbi, in merito al tema dell’obbligo di filiera corta al 50%, e cioé che è “un errore la proroga generalizzata”, per questo tornano a chiedere stop al provvedimento al Consiglio Comunale.
E spiegano in una nota: “Come forze progressiste di Carrara siamo intervenuti pubblicamente a vario titolo nel dibattito sulla verifica degli impegni assunti dalle imprese del marmo a due anni dalla firma delle convenzioni. Abbiamo letto ed ascoltato con attenzione le voci dei portatori di interesse nel settore: dalle associazioni ambientaliste, ai sindacati, fino alle associazioni di categoria delle imprese. Torniamo, quindi, a rivolgerci alle forze politiche di maggioranza, all’Amministrazione ed alla città tutta prima che il provvedimento venga deliberato in Consiglio Comunale commettendo a nostro avviso un errore che indebolirà in questo percorso chiunque si dovrà trovare ad amministrare la città nei prossimi anni”.
E aggiungono: “Se davvero, come è stato detto dalla maggioranza, il problema era di non mettere una “tagliola” per misurare il 50% della filiera si sarebbero dovute analizzare le situazioni caso per caso, valorizzando gli investimenti di coloro che possono raggiungere l’obiettivo concordato (e sottoscritto) in tempi e modi definibili. E si sarebbero potuti utilizzare gli strumenti già esistenti nel regolamento o al limite dare una proroga molto limitata nel tempo, come suggerito da sindacati e ambientalisti e da alcune tra le nostre forze politiche. Si sceglie, invece, un provvedimento generale che non fa giustizia né a chi si è impegnato per rispettare gli impegni presi, né a chi li stava per raggiungere ma – a nostro avviso – dà un segnale profondamente sbagliato alla città e a coloro che tra le imprese e le forze politiche ancora sperano di poter mettere in discussione l’impianto della legge 35 a oltre 10 anni dalla sua approvazione. Oltretutto si concede la proroga senza ottenere nulla in compensazione per la città. E di nuovo – proseguono – si tira fuori il ricatto occupazionale dicendo che centinaia di lavoratori sarebbero a rischio se si applicassero legge, regolamenti e convenzioni firmate dalle imprese. Su questo bisogna essere onesti e dire che delle due cose è vera solo una: o non era vera l’esaltazione fatta a suo tempo di un disciplinare di gara con la clausola sociale che garantiva la piena ri-occupazione degli addetti o non è vera questa minaccia del blocco della produzione e della perdita dei posti di lavoro che viene fatta oggi. E un’altra risposta andrebbe data alla città: ma se tra due anni delle oltre 30 aziende che oggi non rispetteranno le convenzioni ce ne saranno ancora 5 o 10 o non sappiamo quante che non saranno in regola, cosa faremo ? Ci sarà ancora il ricatto occupazionale sul tavolo ? E se a queste se ne dovessero aggiungere altre che a seguito del segnale che la politica dà oggi, si disimpegnassero e si fermassero nel percorso che cosa faremo con loro?”.
Insomma, “Siamo di fronte ad un errore politico ed amministrativo che chiediamo di non commettere. Un errore che rimanda alla prossima amministrazione e di fatto sposterà sulla Regione Toscana – inutile prendere in giro i cittadini – decisioni che dovrebbero essere assunte dalla comunità locale per l’interesse della comunità locale. Fermatevi!”. La nota è a firma di Movimento 5 Stelle, Carrara; Partito della Rifondazione Comunista, Carrara; Sinistra Italiana, Carrara;
Europa Verde – Verdi di Massa Carrara. (B.C.)

Lascia un commento