
Carrara Quest’anno compie 20 anni, l’Officina d’Arte Ponte di Ferro, e si dimostra quanto mai dinamica e una realtà importante e crescita sul nostro territorio. Da meno di due anni si è trasferita dalla storica sede al Ponte di Ferro, da cui il nome, negli spazi in affitto dalla società Figaia sul viale XX Settembre, all’ingresso del centro cittadino lato Sarzana. Un’area ristrutturata in modo davvero artistico e funzionale. Nel frattempo, l’Officina è diventata un’Associazione di promozione sociale, Aps, e con questa forma ha potuto partecipare ad alcuni bandi.


Lo spunto per questo articolo – ne avevamo scritti altri in passato sul Tirreno, sia per raccontare la loro esperienza che per spiegare la necessità di trovare una nuova sede – nasce dal nuovo riconoscimento da parte della Fondazione Marmo: per il terzo anno, l’Associazione è destinataria di un contributo nel settore “Civiltà del Marmo”, per il suo progetto “Hub Giovani Scultori del Marmo”; in precedenza, la Fondazione aveva consentito al gruppo di dotarsi un carrello elevatore e, l’anno scorso, di un aspiratore, fondamentale per le polveri; questa volta, la domanda di contributo riguarda un forno per la ceramica, ulteriore dotazione per una realtà come detto in forte crescita.
Il progetto fu ideato da studenti dell’Accademia di Belle Arti, e il fil rouge con l’Accademia prosegue tutt’ora, nel senso che gran parte dei promotori e soci sono ex studenti della massima istituzione culturale e didattica cittadina, provenienti da varie regioni d’Italia; insieme a loro, a completare il quadro, due artisti francesi, una ragazza anglo giamaicana, un argentino. Ad oggi, nessuno di Carrara.

Presidente dell’Associazione è Dario Petrucci, il vice Valerio Neri. Visitare la sede consente di immergersi nella creatività, nella fantasia, permette in un colpo solo di visionare una quindicina di diversi punti di vista, tanti quanti sono gli artisti mediamente al lavoro, tra postazioni fisse e quelle all’esterno, sotto una tettoia, per gli artisti ospiti. E che non disdegnano la pausa-gioco, con un bigliardino vintage, con pallina rigorosamente in marmo.
Come si spiega anche sul sito, l’associazione, “nata con l’intento di fornire un punto di riferimento per artisti, studenti e artigiani, è diventata nel tempo un polo culturale dinamico, aperto a tutti e alla portata di tutti. Nel corso degli anni, ha contribuito a creare una rete di scultori, artigiani e creativi che operano in un ambiente collaborativo e internazionale. Oltre a essere un laboratorio di scultura, l’Officina è anche uno spazio di scambi culturali, dove si organizzano residenze d’artista, workshop e attività che spaziano dalla scultura alla fotografia, dalla scrittura alla modellazione 3D. Questo ambiente multiculturale favorisce l’apprendimento e l’innovazione, creando un dialogo costante tra giovani e professionisti, italiani e stranieri. In questi anni, abbiamo accolto centinaia di scultori da ogni parte del mondo, consolidando una rete europea di scambi e collaborazioni che va oltre i confini locali, con realtà in città come Genova, Parigi, Vienna, Atene e Lisbona”.

E ancora: “L’Officina è una risorsa fondamentale per i giovani artisti che, grazie al nostro supporto, riescono a fare il salto dal mondo accademico a quello professionale, acquisendo esperienza, visibilità e opportunità di lavoro. Forniamo loro un luogo dove realizzare le loro prime commissioni, entrare in contatto con galleristi, collezionisti e professionisti del settore. Con il nostro impegno costante, continuiamo a promuovere l’arte, la cultura e la crescita professionale, contribuendo a fare di Carrara una città ancora più viva e stimolante per artisti e creativi”.

Il presidente e artista Dario Petrucci racconta la genesi della nuova sede, risistemata o meglio creata da loro stessi. La partecipazione ai bandi rappresenta una opportunità di sviluppo, oltre a quelli della Fondazione Marmo hanno aprtecipato ai bandi della Fondazione Cassa di Carrara, dell’Unesco, hanno preso parte a C/Art e al SuperToscana di Giovani Sì, cosa che consentirà di poter ospitare quattro residenze d’artista.

A sua volta l’Associazione Ponte di Ferro ha in mente, racconta Petrucci, di proporre un bando per studenti di scultura dell’Accademia in modo da far realizzare loro il ritratto di un personaggio storico di Carrara. Il personaggio non è ancora stato deciso, potrebbe essere il grande scultore Carlo Finelli del quale non esisterebbe una statua in marmo.


Artisti e creativi, la fantasia di sicuro non fa difetto. E così hanno anche in mente di lanciare una proposta di “turismo esperienziale”, ovvero ospitare nella loro sede dei turisti aspiranti artisti, da guidare nel realizzare piccoli elaborati in marmo. La proposta è già stata lanciata su alcune piattaforme.
https://www.youtube.com/watch?v=dODrIx2utQo&t=191s
Come hanno spiegato a Linea Verde di recente, e come confermano anche a noi, il punto di forza di questa esperienza che va avanti da vent’anni, è la convivenza di artisti in continuo dialogo, una collaborazione proficua e un confronto dal quale scaturiscono idee, ispirazioni, collaborazioni. Come quella, racconta ancora Petrucci, che ha permesso a tutti loro prima di realizzare insieme la nuova sede, e poi, ad esempio, di contribuire fattivamente alla scalinata in arenaria presentata dalla nota artista Margherita Moscardini alla Biennale di Berlino, “The Starway”.
Insomma, come detto, davvero una realtà interessante, dalle grandi potenzialità e che conferma appieno l’assoluta legittimità per Carrara di Città creativa dell’Unesco.
Massimo Braglia

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