Pontebosio Non ha tradito le aspettative l’evento che si è tenuto sabato 28 marzo 20218 nella splendida location del Castello di Pontebosio, a Licciana Nardi, un’iniziativa promossa dall’Associazione Mineralogica Pontebosio Lunigiana Storica Aps e tutta dedicata al marmo di Carrara. Dopo i saluti delle autorità, le due relazioni hanno suscitato notevole interesse. La prima, “Storia dell’estrazione del marmo di Carrara” relatore il geologo Antonino Criscuolo, e a seguire “I minerali del marmo”, relatore Giuseppe Passarino, esperto di mineralogia.

L’evento ha permesso anche di conoscere una bella realtà promossa dalla dinamica Associazione Mineralogica di Pontebosio, ovvero il primo Museo Mineralogico della Lunigiana e della provincia apuana, museo ricco di reperti locali ma anche provenienti da tutta Italia e dal mondo. Un patrimonio straordinario custodito ed esposto a Palazzo Paganini a Pontebosio. Come ha spiegato il presidente dell’Associazione, Mario Lazzerini Denchi (nella foto sopra, mentre porta il saluto), proprio in questi giorni il Museo ha ricevuto il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Toscana; anche il Venerdì di Repubblica ha dedicato un articolo alla struttura, ricordando che vi sono cinquecento campioni esposti ma oltre mille ancora in deposito. Vi si possono ammirare, ha aggiunto, minerali da 90 località italiane, ma anche zeoliti indiane, rubini del Vietnam, scheelite cinese del Sichuanm piroformite del Guanxi e così via. Un museo nato dall’unione di due collezioni private, di Gian Emanuele Stefano e dello stesso Mario Lazzerini Denchi che, come ha detto nel saluto all’evento, di mestiere è stato geologo per l’Eni-Agip e così, girando il mondo per lavoro, ha raccolto un po’ ovunque i minerali per la sua collezione. Ampio spazio nel museo anche per i minerali del marmo di Carrara e della Liguria.

Tornando alle conferenze e alla giornata, ottimamente organizzata dalla dinamica segretaria dell’Associazione Valeria Grandi, i saluti sono stati portati dal sindaco di Licciana Nardi, Renzo Martelloni, da Enrico Isoppi presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (che ha contribuito all’iniziativa), dal presidente Mario Lazzerini Denchi e da Giovanni Bracci, in rappresentanza di Riccardo Torri, presidente del Gruppo Geo mineralogico di Livorno, che ha anche introdotto la prima relazione di Antonino Criscuolo, già responsabile delle attività estrattive del comune di Carrara; Criscuolo ha sintetizzato in circa 45′ la storia dello sviluppo delle tecniche di scavo nei bacini marmiferi di Carrara. Dal taglio manuale, utilizzato fin prima dell’epoca romana, all’uso degli esplosivi, fino all’introduzione del filo elicoidale nel XX secolo ed al più recente utilizzo del filo diamantato. Il geologo Criscuolo fra l’altro ha ricordato come ormai da oltre vent’anni sia assodato che l’escavazione a Carrara risalga al tempo degli Etruschi, quindi al quinto secolo Avanti Cristo; è quindi proseguita quasi ininterrottamente dal 470 a.C. al IV secolo d.C., per poi interrompersi per 7-800 anni e riprendere intorno al 1.200, quando iniziano ad essere riattivate le cave. Fra date e immagini, ha anche ricostruito l’epopea della Ferrovia Marmifera, straordinaria opera ingegneristica.
Giuseppe Passarino di Spezia, ha iniziato a interessarsi di mineralogia appena sedicenne e da allora, salvo brevi periodi, ha sempre cercato campioni mineralogici soprattutto nel Levante Ligure e sulle Alpia Apuane. E’ anche autore della segnalazione di due specie mineralogiche nuove per il marmo di Carrara: halloysite e mushistonite.

Anche la sua relazione, focalizzata sui minerali del marmo di Carrara, è stata arricchita dal molte foto. Ha ricordato che in realtà i minerali per chi estrae marmo sono considerati dei “difetti”, perché interrompono la continuità del blocco. 130 le specie identificare, dal quarzo alla geocromite, covellina, solfuro di arsenico, pirite, cristalli di dolomite e di zolfo, fluorite e così via, mentre ad alcuni minerali specifici di Carrara sono stati dati nomi “omaggio”, vedi la Zaccagnite, in ricordo di Domenico Zaccagna autore di un fondamentale studio sulle Alpi Apuane tuttora attuale, o la Carraraite. Un rammarico per Giuseppe Passarino, e cioé che in passato era molto più semplice la ricerca dei minerali alle cave, mentre oggi per le pur comprensibili limitazioni dovute alla sicurezza, è sempre più difficile per lui poter fare escursioni sul campo a Carrara. Fra l’altro, ha aggiunto, oggi quei minerali hanno anche un costo.

La fotografia che entrambi i relatori hanno restituito delle cave di Carrara è quella di un ambito veramente unico al mondo, straordinario anche sul piano storico e culturale, e dal punto di vista della varietà mineralogica. Un tesoro che può ancora dire molto quanto ad attrattività turistica e quale oggetto di studio.

Massimo Braglia


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