Carrara Una vecchia macchina da scrivere d’epoca, un nido che custodisce un uovo e una casa di specchi che si erge come un foglio di carta pronto a riflettere il mondo. È l’installazione a Palazzo Binelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, dell’artista Francesco Siani, dal titolo “Dimora: l’idea dell’esistere”, uno degli sguardi artistici più suggestivi di questa edizione del con-vivere Carrara Festival, che invita il visitatore a riflettere sul senso profondo dello spazio che abitiamo.

La macchina da scrivere (un modello d’epoca targato Chemnitz) funge da solido basamento concettuale, incarnando il lavoro intellettuale, la storia e il pensiero umano. Al posto dei martelletti dei caratteri o del rullo centrale, accartocciato nel cuore della meccanica, trova posto un nido fragile che custodisce un uovo bianco — immediata icona della vita che sboccia, della sicurezza domestica e degli affetti familiari. A completare l’opera, inserita esattamente dove scorrerebbe il foglio di carta, c’è una struttura a specchio a forma di casa. Una lama riflettente che porta luce negli angoli bui, dilata i confini della percezione e costringe chi guarda a specchiare non solo la propria immagine fisica, ma quasi la propria anima.

Un’opera che dialoga perfettamente con lo spirito della manifestazione, ricordando che “abitare” non significa soltanto occupare uno spazio fisico, ma custodire la vita fragile e interrogarsi continuamente sui luoghi della nostra esistenza interiore e collettiva.


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