Carrara Palazzo Rosso si prepara a riaprire le proprie porte: diventerà la
Casa della cultura carrarina. Nei quattro piani dell’edificio
troveranno spazio i locali della biblioteca civica ‘Lodovici’ che
tornerà così nella sua vecchia casa, ma, come è stato sottolineato in una conferenza stampa di presentazione, con una veste tutta nuova.
La biblioteca occuperà l’intero palazzo diventando un luogo di
cultura a 360 gradi. Non solo prestito, consultazione e spazi per
lo studio, dunque, ma ci saranno anche due grandi sale conferenze,
un’emeroteca, aree dedicate a bambini e ragazzi e poi ancora gli
archivi storici tra cui quello della Ferrovia Marmifera, spazi
pensati per la didattica, un locale bar e tanto altro ancora.
«Il recupero di palazzo Rosso rappresenta un altro tassello
importante nella nostra visione di rilancio del centro storico –
sottolinea la sindaca Serena Arrighi -. Noi crediamo che per dare
nuovo slancio e per tornare a crescere ci sia bisogno di aprire
porte e creare spazi dove la creatività e la cultura possano
affermarsi. Palazzo Rosso diverrà quindi un grande centro
culturale: ci sarà spazio per la biblioteca con i suoi fondi e i
suoi archivi, ma anche per tanti altri luoghi dove incontrarsi e
socializzare. Palazzo Rosso sarà la casa dei lettori, degli
studenti e degli studiosi, ma anche delle famiglie e di tutti i
cittadini: dovrà diventare un luogo di aggregazione del quale la
cultura sarà il motore e il fulcro. Questo progetto acquisisce
ancora più importanza nell’ottica della sinergia che si potrà
sviluppare con l’Università di Pisa e con il corso di laurea
triennale in Ingegneria delle Tecnologie digitali che dal prossimo
autunno sarà inaugurato alla Padula e nel centro storico».
«Il progetto di recupero di palazzo Rosso – ricorda l’assessore ai
Progetti speciali Moreno Lorenzini – rientra in un complessivo
disegno di rigenerazione urbana, e rigenerazione direi anche umana, che stiamo portando avanti ormai da anni. Al fianco di una programmazione e una progettazione culturale organica stiamo realizzando numerosi interventi
strutturali finanziati con risorse proprie del Comune, ma anche
con fondi Pnrr o, come nel caso di Palazzo Rosso, del bando delle
Periferie. Quando sarà riaperto palazzo Rosso dialogherà
direttamente con Palazzo Pisani, dove il cantiere di restauro è in
procinto di partire (e dove, come è stato aggiunto, ci sarà la “Casa delle associazioni”, ndr), ma anche con la vicina via Verdi. Palazzo
Rosso sarà quindi un importante parte di una centro storico
riqualificato e rigenerato».


«Recuperare una sede prestigiosa come Palazzo Rosso e restituirle
la vocazione culturale che ha sempre avuto, ritengo sia
un’operazione importante per questa città che si prepara a una
svolta importante anche grazie al progetto del nuovo corso
universitario – dichiara l’assessore alla Cultura Gea Dazzi -.
Palazzo Rosso diventerà non solo uno spazio utile alla formazione,
allo studio e all’informazione, ma un luogo d’incontro e di socializzazione, per gli studenti del territorio, per quelli che arriveranno da fuori e per la comunità tutta. Condivido appieno la definizione di rigenerazione umana da affiancare alla rigenerazione urbana».

Attualmente a palazzo Rosso, in passato già sede oltre che della
biblioteca civica e di alcuni uffici comunali anche dell’Accademia
di Belle Arti, del liceo Artistico e del Municipio, è in corso un
importante cantiere di restauro e recupero. Il progetto è stato
redatto da un gruppo di professionisti diretto dall’architetto
Stefano Calabretta e prevede il recupero edilizio con
miglioramento sismico con riqualificazione e riuso dei quattro
piani del palazzo per destinarli a servizi culturali.
Complessivamente l’investimento per riaprire palazzo Rosso dopo
oltre dieci anni di chiusura è di circa 2,8 milioni di euro di cui
2 finanziati con il bando delle Periferie e le restanti risorse
messe a disposizione dall’amministrazione comunale.


«L’intervento di restauro che stiamo portando avanti – spiega
l’architetto Stefano Calabretta – è delicato, come palazzo Rosso
merita. Siamo consapevoli dell’importante azione di recupero che
si sta attuando e questo ci responsabilizza ulteriormente. Il bene
è tra i più importanti del centro storico e nel tempo ha subito
interventi incongrui con la grandiosità e magnificenza originale.
Attraverso un intenso dialogo con la Soprintendenza e gli uffici
comunali, e una piena condivisione di ogni valutazione puntuale,
stiamo realizzando un intervento teso al recupero di quella
grandezza. Oltre agli aspetti funzionali il palazzo sarà
migliorato sismicamente, dotato di impiantistica evoluta e pensato
per proporsi come luogo pienamente permeabile alla città».
L’intervento prevede l’accesso anche da piazza Accademia, per
favorire al massimo la permeabilità con il centro storico, qui si
troverà l’emeroteca, organizzata con sedute comode ed accoglienti
per circa 20 persone ed una consistente parte del magazzino di
libri, sempre a questo piano sarà il Front Office. Al piano terra
inoltre è prevista la sistemazione della sezione bambini,
acusticamente isolata e connessa ad un ambiente che sarà
destinato a fasciatoio e sala allattamento per le mamme con figli
piccoli.
Al piano nobile del palazzo, la Sala della Minerva diventerà una
sala per conferenze per circa 70 persone, dove la scelta dei
progettisti è stata quella di puntare su un intervento filologico
di recupero dell’originaria bellezza attraverso cromatismi,
pavimento, e recupero del soffitto cassettonato. Sempre al piano
nobile troveranno spazio altre due sale di lettura da 16 posti e
varie sezioni tematiche. Tutti questi spazi sono caratterizzati
dall’altezza di oltre 6 metri, riportata all’originale anche nelle
due sale attigue alla Minerva e dotate di ballatoi per accedere
agli alti scaffali per libri.
Al terzo piano una grande sala studio sarà dotata di circa 40
posti, oltre due box isolati acusticamente per consentire lavoro e studio a piccoli gruppi di studenti. Sempre a questo piano altre due sale di lettura o di studio disporranno di 16 posti e saranno destinate ai ragazzi.
Al quarto piano, infine, ci sarà una grande sala per conferenze e
attività didattica da circa 80 posti, dotata di ogni comfort
tecnologico per supportare formazione e attività culturali. A
questo piano ci sarà inoltre un’altra sala di lettura da 16 posti
ed una zona bar-area relax dalla quale si potrà godere di una
vista unica sul centro storico di Carrara e sul campanile del
Duomo.

Complessivamente la nuova casa della cultura disporrà quindi di: due sale conferenze per un totale di 150 posti (con
possibilità di replicare segnale video da una all’altra); sale studio e di lettura per un totale di circa 150 posti; uffici amministrativi per il personale e servizi igienici ad ogni piano.
Saranno installati un ascensore che servirà tutti i piani e, per
ragioni di sicurezza, una scala di emergenza all’angolo su via
dell’Arancio.

Come è stato spiegato in conferenza stampa, non è stato possibile – come ipotizzato in passato – di ospitare la Gipsoteca dell’Accademia sia per motivi di statica che per problemi di movimentazione delle opere. Ancora in discussione la destinazione dell’attuale sede della Biblioteca. I tempi: indicativamente, entro ottobre la chiusura dei cantieri, entro marzo 2027 il trasferimento della biblioteca. Ma in un cantiere così complesso, come è stato sottolineato, ci sono sempre possibili “sorprese” dietro l’angolo: pochi giorni fa è stato scoperto un camino al terzo piano, e adesso con la Soprintendenza si sta ragionando su come integrarlo nell’attento restauro filologico del prestigioso edificio, settecentesco, nato per essere la prima sede dell’Accademia di Belle Arti.

Massimo Braglia


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