
Carrara In occasione del Primo Maggio, è stata presentata alla sede della Camera del lavoro di Carrara, l’opera dell’artista Francesco Siani dal titolo “BASTA” dedicata alla sicurezza sul lavoro. Oltre all’autore, erano presenti la sindaca Serena Arrighi, il segretario generale della Cgil Nicola del Vecchio e il curatore Stefano Donati. Scrive l’autore: “L’opera è dedicata alla sicurezza, e a tutti quelli che hanno perso la vita sul lavoro. I due elementi che compongono l’opera, il casco schiacciato dalla trave di ferro, posati sullo specchio, si riflettono e ci fanno riflettere sulla sicurezza sul lavoro, perché la vita è una sola e merita la massima attenzione e sicurezza”.

L’arte, come spesso accade, con un’immagine, un’intuizione, riesce a trasmettere messaggi forti, emozioni e, appunto, come suggerisce Siani, ci fa riflettere. L’opera è permanente, resterà quindi alla Cgil.
Scrive fra l’altro il curatore Stefano Donati: “Siani è artista eclettico: non solo perché si cimenta in differenti forme di espressione, plastica e pittorica, e con materiali diversi, dal marmo agli assemblaggi di legno, ferro, vetro e altro, fino all’arte performativa in cui lui stesso diventa soggetto/oggetto delle performance. È eclettico anche perché da questi territori spazia in quelli della letteratura e della poesia e ne ritorna coniugando arte visiva e parola. Siani è anche artista “impegnato”, per il quale le opere non hanno tanto un “significato” quanto un “senso”. Muoviamo proprio da quest’opera, che si inaugura oggi”. E ancora: “Il senso di quest’opera mi sembra possa essere riassunto così: i dpi, i dispositivi di protezione individuale, non bastano. La sicurezza sul lavoro, o meglio il lavoro sicuro, è prima di tutto una cultura della prevenzione che non può che basarsi sulla qualità del lavoro e sulla nostra relazione col contesto economico, sociale e ambientale in cui operiamo”. E conclude: “Francesco è il protagonista di un “arte sostenibile”: un’arte, cioè che guarda alla società, al suo sviluppo – e non solo alla sua “crescita” – che prova a tenere in equilibrio le sue dimensioni ambientali, sociali ed economiche. Che, insomma, non è solo “bella” ma anche eticamente “buona” e riesce – magari anche provocandoci un qualche turbamento – a non cedere mai alla rassegnazione”. (B.C.)

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