
Carrara Grande visibilità per il Gin Lardo realizzato dal barman carrarese Tommaso Pecchia, 32 anni. Infatti, nella puntata di Che Tempo che fa in onda ieri sera, domenica 8 marzo 2026, vista fra l’altro da 1,4 milioni di spettatori per l’8% di share, a un certo punto Orietta Berti, sì proprio la mitica Orietta nazionale, al tavolo degli ospiti ha mostrato la bottiglia di Gin Lardo, spiegando che si trattava del primo Gin al mondo infuso nel lardo di Colonnata Igp; Fabio Fazio ha subito commentato che il lardo di Colonnata è eccezionale, pazzesco, Orietta Berti ha rilanciato che è il lardo più buono del mondo, Paolo Rossi ha preso in mano la bottiglia, è iniziato un simpatico siparietto con gli altri ospiti visto che Arisa avrebbe voluto subito assaggiarlo, “E quando mi ricapita…”, nel frattempo Orietta ha mostrato anche la bottiglia di un altro Gin, il Qgin, al bergamotto, realizzato a Montecchio Emilia, cioé la cittadina in cui vive.



Una pubblicità di enorme valore, perché spontanea, e che ha veicolato il brand nelle case di 1,4 milioni di italiani in diretta, ma che in più è rimbalzato con effetto moltiplicatore anche sui social.
https://www.youtube.com/watch?v=rlX8hyorBTQ
Domanda d’obbligo a Tommaso Pecchia: ma come hai fatto ad arrivare a Orietta Berti? “Sapevo – risponde – che apprezza il Gin, e così le ho scritto un messaggio su Instagram, spiegandole il mio prodotto e che mi sarebbe piaciuto farle avere una bottiglia in omaggio. Lei è stata gentilissima, mi ha risposto, mi ha dato le indicazioni e così tre giorni fa le ho inviato il tutto. Mai – aggiunge – mi sarei aspettato che l’avrebbe subito proposta in trasmissione, e infatti confesso che non l’ho vista in diretta ma questa mattina in diversi me l’hanno segnalato, ed è stata una bellissima sorpresa. La ringrazio davvero, è stato ancora più bello perché inaspettato”.

Una parentesi. Orietta Berti, come è facilmente riscontrabile sul web, ha spiegato lei stessa pubblicamente di apprezzare il Gin tonic e, ha aggiunto, lo beve solo in compagnia e non quotidianamente. Insomma, un invito a bere responsabilmente.
Torniamo a Tommaso (foto sopra). E l’idea del Gin al Lardo, come nasce? “In realtà, è già da qualche anno che lo propongo, lo realizzavo in modo più artigianale, e nei vari locali in cui ho lavorato ho notato che piaceva ed era richiesto. Da qui la decisione di puntare forte sul prodotto, mettendo insieme le eccellenze del nostro territorio”.

Così, è nata la collaborazione con la distilleria Maite di Francesco Menicucci, di Marina di Carrara, e con Le Larderie di Gino Battella (foto sopra), super premiato dal Gambero Rosso. “Ho deciso di proporre un prodotto con materie prime di alta qualità, tutto rigorosamente creato qui a Carrara”.

Altra domanda d’obbligo: ma quanto tempo deve stare in infusione nel lardo Igp il gin? “A questa domanda non posso rispondere, fa parte della ricetta segreta… Il lardo nelle conche deve stare un tempo minimo, come noto, previsto dal disciplinare, ma per la permanenza in infusione è un segreto. Come spiego anche nell’etichetta, è possibile che restino tracce del lardo quasi come posa, si consiglia quindi di scuotere la bottiglia prima dell’uso”.
Tommaso Pecchia è giovane ma alle spalle ha un’ampia esperienza come barman, partito da Londra come cameriere e poi evoluto come Barman a Tenerife e in Italia, fra gli altri, all’Hotel Principe di Forte dei Marmi e all’Osteria Candalla di Camaiore; per dedicarsi al Gin Lardo, racconta, si è licenziato da un locale di Marina di Carrara dove aveva un contratto a tempo indeterminato. “Mi sto dedicando a tempo pieno a questo progetto e alla sua valorizzazione”.
Visto il successo hai già in mente altre creazioni? “Sì, qualcosa in mente ho, ma al momento ho accantonato tutto e penso solo al Gin Lardo, e alla sua distribuzione, per ora in tutta Italia”.
E all’estero? “In realtà mi sto informando, ho avuto delle richieste, ma ci sono procedure specifiche e quindi… un passo alla volta”.
Una filosofia giusta, tra l’altro anche per poter arrivare al Gin Lardo ha dovuto richiedere le necessarie autorizzazioni al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, proprio per poter utilizzare in etichetta il riferimento al Lardo di Colonnata Igp.
Insomma, una realtà innovativa, interessante, giovane, frutto della fantasia, dell’inventiva ma anche del coraggio imprenditoriale di Tommaso Pecchia.
Massimo Braglia

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