
Carrara Gravissimo lutto nel mondo della scuola, della politica, della caccia, del calcio. E’ morto il professor Giuseppe Costa, aveva 68 anni. Lo ricorda commosso Carlo Romanelli, segretario regionale della Uil il quale, ricorda in una commossa nota, Giuseppe Costa è “venuto a mancare sabato mattina 10 gennaio 2026 dopo una lunga malattia affrontata con dignità, forza d’animo e profonda fede. Figura conosciuta e stimata, Costa è stato ornitologo, cacciatore appassionato, scultore e insegnante, lasciando un segno profondo nella comunità apuana”.

E aggiunge: “Il filo conduttore della sua vita è stato l’amore per la caccia vissuta come passione autentica e rispettosa, sempre unita a una fede sincera e coerente, che ha saputo testimoniare con discrezione e costanza. In questo equilibrio tra spiritualità e rapporto con la natura, Giuseppe Costa ha dimostrato come si possa appartenere alla schiera dei cacciatori devoti, per i quali l’attività venatoria è conoscenza, responsabilità e rispetto del creato. Per molti anni ha insegnato laboratorio di scultura presso la Scuola del Marmo, contribuendo alla formazione di un gran numero di allievi, ai quali ha trasmesso non solo competenze tecniche, ma anche valori umani profondi. Il suo insegnamento è stato per molti un punto di riferimento, capace di coniugare tradizione, rigore e sensibilità. Uomo di forte impegno sociale e politico, Giuseppe Costa non ha mai fatto mancare la propria voce nella vita pubblica, arrivando anche alla candidatura a Sindaco, animato dal desiderio di servire la città e la sua comunità. La sua azione è sempre stata guidata da una visione etica chiara e da una fede vissuta con coerenza. È stato Presidente dell’ANUU Migratoristi di Massa-Carrara, incarico che ha svolto con passione e senso di responsabilità, diventando un riferimento per il mondo venatorio e naturalistico del territorio. Come ornitologo, ha dedicato gran parte della sua vita allo studio dell’avifauna, unendo rigore scientifico e amore per la natura. Autore di alcuni libri, Giuseppe Costa lascia una preziosa eredità culturale e morale, fatta di scritti, insegnamenti e testimonianze che continueranno a vivere nel tempo. Ci ha lasciati, ma il suo esempio, la sua fede e la sua passione restano nel ricordo di chi lo ha conosciuto. Carrara oggi è più povera, ma conserva con gratitudine l’eredità di un uomo che ha saputo vivere con coerenza, impegno e amore per la vita. Ciao caro amico”, conclude Carlo Romanelli.
Il funerale ci sarà lunedì 12 gennaio alle ore 15.30 presso la parrocchia Maria Santissima Mediatrice in via Covetta ad Avenza. Lascia la moglie Lorella e la figlia Debora.
Che aggiungere? Sicuramente il professor Giuseppe Costa è stato un vulcano di idee, di entusiasmo. Lo avevamo conosciuto ben oltre 40 anni fa, nelle sue vesti di portiere della San Marco Avenza, poi come politico, candidato a sindaco e impegnato nella rinascita della Democrazia Cristiana, ma anche come appassionato professore al Tacca e promotore di molte campagne per l’Anuu migratoristi, lui che intendeva la caccia come tutela degli equilibri ambientali. Delicati e toccanti i suoi libri, l’ultimo “Ron-dine”, sul viaggio di una coppia di rondini da San Terenzo Monti alla Nigeria. Aveva anche scritto “Uno gnomo per amico”, pubblicazione molto apprezzata; e al libro aveva affiancato alcune sculture raffiguranti gnomi, sia in bronzo che in marmo. Sperava che quelle statue potessero finire in tutti gli ospedali per bambini. Un animo sensibile, una persona di rara umanità. (M.B.)

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