Carrara Si è concluso con successo, come si sottolinea in una nota, il ciclo di tre incontri sulla giustizia riparativa, organizzato dal Liceo classico
“E. Repetti”, con la collaborazione dell’Avv. Giovanna Barsotti, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Massa-Carrara, promosso nell’ambito delle iniziative di Orientamento formativo e di Educazione Civica per offrire, agli studenti di seconda e terza liceo, la possibilità di partecipare a riflessioni e testimonianze
sul tema, ancora poco conosciuto, della giustizia riparativa.
Le date del primo e dell’ultimo appuntamento non sono state scelte casualmente, ma in occasione di importanti ricorrenze che riportano alla mente i terribili fatti degli Anni di piombo, in cui si verificò un’estremizzazione della dialettica politica che produsse violenza di piazza e lotta armata.
Il 16 marzo, data del rapimento di Aldo Moro, importante politico e giurista ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978, il Prof. Tommaso Greco, docente di Filosofia del Diritto dell’Università di Pisa e la Prof.ssa Angela Palermo, docente di Storia e Filosofia del Liceo Barsanti di Viareggio, nel loro intervento dal titolo Disarmare il trauma attraverso la narrazione: l’esempio della giustizia riparativa, hanno affrontato il tema della fiducia e soprattutto ciò che si può fare per credere nel prossimo, mettendo in dubbio il proprio io, chiamando in causa anche le neuroscienze, per capire come si può aiutare e sostenere la vittima
dopo un trauma, che certamente può aprire una profonda ferita, medicabile con ascolto e pazienza.
Il secondo incontro, dal titolo Testimonianza della giustizia dell’incontro: il dialogo tra autori e vittime della lotta armata, ha visto protagonisti Franco Bonisoli, ex membro delle Brigate Rosse, che ha partecipato al rapimento di Moro, e Giovanni Ricci, figlio di Domenico Ricci, appuntato dei Carabinieri
ucciso nell’agguato a Roma insieme ad altri quattro agenti della scorta di Moro. I due testimoni, attraverso la mediazione della Dott. Elena Ghiloni, funzionario giuridico pedagogico della Casa Circondariale di Massa, hanno riferito la propria personale esperienza ai ragazzi, mettendo in evidenza come abbiano
affrontato l’uno la vita in carcere e l’altro la perdita e come sia stata significativa per entrambi la possibilità di usufruire della giustizia riparativa, formando un legame più unico che raro tra vittima e carnefice, arrivando addirittura nel tempo a diventare amici.
Bonisoli non solo ha chiesto il perdono alla vittima, ma si è assunto anche la responsabilità del danno causato, consapevole della sua irreparabilità. Ricci invece, ha spiegato che per molti anni ha visto quegli uomini come mostri che hanno portato via suo padre, ma ha evidenziato poi che la giustizia riparativa non
serve a dimenticare ciò che è accaduto, ma a permettere alla vittima di non restare prigioniera dell’odio per tutta la vita. I due non hanno descritto il loro rapporto come facile o immediato, infatti hanno parlato di “fiumi di lacrime”, di silenzi pesanti e di un’enorme fatica anche solo a guardarsi negli occhi. E’ stato
un percorso durato anni, fatto da incontri mediati da esperti e ciò ha insegnato agli studenti che “riparare” è assai più complicato di “punire”.
Il punto finale della discussione è stato che il dialogo è l’unico strumento in grado di risolvere conflitti senza causare altre vittime, e vederli insieme è la prova che, se sono riusciti a parlarsi e diventare addirittura amici dopo ciò che è accaduto in via Fani, può riuscirci chiunque.

L’ultimo incontro si è tenuto sabato 9 maggio, giornata della memoria delle vittime del terrorismo in Italia, per ricordare anche l’assassinio di Aldo Moro, con la partecipazione della Prof.ssa Valentina Bonini, docente di Diritto processuale penale dell’Università di Pisa, e dell’Avv. Giovanna Barsotti dal titolo Giustizia punitiva e giustizi riparativa: le costanti e le variabili nella storia e nella letteratura.
“Far capire che esistono molti metodi per fare giustizia e quindi superare l’idea che sia solo punitiva, per coltivare anche una giustizia che rimetta a posto le cose, che guardi al futuro, contribuendo a una società pacifica è stato lo scopo principale del percorso”- sottolinea la prof.ssa Bonini – “Il metodo riparativo può
aiutarci in ogni conflitto quotidiano (famiglia, scuola, amici) e quindi è particolarmente importante parlarne a giovani che si trovano ad affrontare conflitti anche più o meno piccoli.”
Soddisfatta dell’esito degli incontri, svoltisi presso l’aula Magna del Repetti, anche l’avv. Barsotti, che ritiene decisivo “consentire ai giovani di riflettere sulla possibilità di avere una ulteriore chance di gestione dei conflitti, che possa soddisfare maggiormente tutte le parti e che, oltre alla decisione che
qualifica i rapporti (vittima e colpevole), consenta loro di ricostruirne di nuovi”.
Un progetto davvero interessante e formativo, che ha lasciato sicuramente qualcosa di positivo agli studenti, fornendo loro spunti su cui riflettere ancora con i loro docenti e educandoli ad una cultura della responsabilità e dell’empatia.
Doverosi i ringraziamenti a tutti gli intervenuti da parte della Dirigente Scolastica Ines Mussi e dell’intero Istituto Montessori-Repetti. (B.C.)


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