Carrara Doppia inaugurazione domani, venerdì 24 aprile 2026 alle 18, a Palazzo del Medico di piazza Alberica, nell’ambito del progetto Com – Comunità dell’arte diffusa: si tratta di “Dietro il Paesaggio” e di “Santini, Coppola, Fleckhaus. Il corso di design all’Accademia di Belle Arti di Carrara 1975-1976”. Entrambe le rassegne resteranno aperte fino al 17 maggio 2026 (Orari: dal Martedì alla Domenica 15.00-19.00, chiuso il lunedì)

Partiamo da “DIETRO IL PAESAGGIO”, a cura di Giuseppe Baresi e Maurizio Zanuso in collaborazione con Fabiola Manfredi

Come si spiega in una nota, nell’ambito del progetto C.O.M. COM.UNITÀ DELL’ARTE DIFFUSA (sintetizzato con C.O.M., acronimo di City Open Museum), promosso dall’Accademia di Belle Arti di Carrara in qualità di capofila, si inaugura la mostra Dietro il paesaggio, esito di una campagna foto-filmica realizzata nel territorio di Carrara tra ottobre 2025 e marzo 2026.

C.O.M., si ricorda, nasce con l’obiettivo di costruire una rete dinamica tra artisti, studiosi e istituzioni. Pensato come un museo a cielo aperto e come un luogo mentale, il progetto supera i confini tradizionali dell’arte, estendendosi tra città, spazi pubblici e contesti culturali differenti. Attraverso un sistema a cerchi concentrici, i progetti coinvolti si connettono tra loro generando nuove comunità e configurandosi come una costellazione temporanea di esperienze, in cui ogni territorio mantiene la propria identità. Finanziato nell’ambito del PNRR, C.O.M. coinvolge 18 istituzioni tra accademie, università e conservatori, promuovendo una visione multidisciplinare che intreccia arti, tecnologie e ricerca contemporanea, ampliando al contempo l’offerta formativa del sistema AFAM. Si configura così come uno spazio condiviso e in continua evoluzione, capace di reinterpretare la vocazione dell’arte a vivere oltre i confini rigidi, all’interno di una dimensione aperta e collettiva.

All’interno di questo quadro, Dietro il paesaggio è una mostra che presenta il risultato di una campagna foto-filmica realizzata da ottobre 2025 a marzo 2026. si inserisce come progetto di indagine visiva sul territorio Apuano, restituendo una riflessione stratificata sul rapporto tra immagine, memoria e spazio urbano. La ricerca è stata condotta dal docente Giuseppe Baresi, con il coinvolgimento attivo di studentesse e studenti della Scuola di Cinema, fotografia e audiovisivo dell’Accademia di Belle Arti di Carrara e la collaborazione del collettivo Anarkino.

Il percorso espositivo presenta cinquantaquattro stampe in bianco e nero, realizzate a partire da negativi ottenuti con fotocamera di grande formato (9×12 cm), insieme a tre proiezioni di film girati in 16mm e Super8. Le immagini riflettono lo spirito del luogo, mentre la città riflette se stessa nelle immagini, in un gioco di rimandi tra visione e realtà che si inscrive pienamente nella dimensione diffusa e relazionale del progetto C.O.M.

Come prolungamento della mostra principale ospitata presso Palazzo Del Medico, dall’11 al 25 maggio una selezione delle fotografie sarà diffusa nello spazio urbano attraverso delle affissioni. I manifesti, concepiti con un “effetto panorama”, estendono l’esperienza espositiva oltre lo spazio istituzionale, attivando un dialogo diretto tra immagini e paesaggio.

Dietro il paesaggiosi conclude la nota di presentazione, contribuisce così a rendere visibile la vocazione di C.O.M. come museo diffuso, in cui l’arte si radica nei territori e li restituisce come spazi di esperienza condivisa.

Ed eccoci all’altro evento, “SANTINI, COPPOLA, FLECKHAUS. IL CORSO DI DESIGN ALL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI CARRARA, 1975 | 1976, COVER-ED”, a cura di Federico Luci, Marco Baudinelli, Nicola Lattanzi in collaborazione con Fondazione Ragghianti Lucca

Si fa notare nella presentazione che la mostra “Pier Carlo Santini, Silvio Coppola, Willy Fleckhaus. Il corso di Design all’Accademia di Belle Arti di Carrara, 1975-1976. COVER-ED” propone una ricognizione sull’esperienza del corso di Design ideato da Pier Carlo Santini e tenuto da Silvio Coppola presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara nel 1976, nonché sull’influenza che tale esperienza ha esercitato sulla grafica editoriale italiana. L’iniziativa mira a restituire una sintesi di questa storia poco conosciuta, rendendo al contempo omaggio a tre figure fondamentali e riconoscendo il ruolo decisivo che hanno avuto nella formazione degli ex studenti. Questi ultimi, nella loro successiva attività professionale, hanno saputo lasciare un segno profondo nell’identità grafica delle principali case editrici italiane, tra cui Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, Garzanti, De Agostini, Chiarelettere, Solferino etc.

L’esperienza del corso si distinse per un’impostazione lungimirante, capace di integrare progetto, editoria e cultura visiva in un unico percorso formativo. Da questo contesto è emersa una generazione di graphic designer che, anche attraverso la frequentazione diretta di quel corso, ha successivamente operato con rilievo nell’editoria italiana e internazionale.

Il progetto espositivo ricostruisce questa esperienza attraverso materiali originali, documenti e testimonianze, mettendone in luce con chiarezza l’impianto metodologico e gli sviluppi professionali. In questo contesto, il contributo della Fondazione Ragghianti e del suo Direttore Paolo Bolpagni si è rivelato fondamentale, in particolare per l’accesso all’archivio di Silvio Coppola, conservato all’interno della stessa Fondazione, offrendo così un supporto decisivo alla realizzazione dell’iniziativa.

Graphic Design

Federico Luci – Mondadori, Boringhieri, Garzanti etc

Marco Baudinelli – Arcaedizioni, Mondadori, Polillo Editore, Club degli Editori

Giacomo Callo – Arcaedizioni, Mondadori, Chiarelettere, GEMS etc

Riccardo Danesi – Mondadori, De Agostini

Nicola Lattanzi – Mondadori, De Agostini

Francesca Leoneschi – Mondadori, Rizzoli, Solferino etc

Andrea Geremia – Mondadori

Cristiano Guerri – Mondadori, Feltrinelli etc

Roberta Piccardo – Mondadori

L’iniziativa si propone come una rilettura di un momento cruciale della cultura del progetto, sviluppata all’interno di un sistema aperto come C.O.M. – COM.Unità dell’Arte diffusa – City Open Museum, in cui la dimensione storica dialoga attivamente con le pratiche e le prospettive del presente. (B.C.)


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