Carrara La sindaca Serena Arrighi ha firmato l’ordinanza di sgombero, pubblicata sull’albo pretorio, di un insediamento abusivo nell’area ex “Villa Ceci”. Nel testo si specifica che anche a seguito di segnalazioni ed esposti è stata accertata la presenza di un insediamento nell’area nota come ex “Villa Ceci”, con accesso principale da Via Covetta e raggiungibile anche da via Argine destro tramite strada di collegamento con V.le XX Settembre; inoltre, sono stati effettuati vari sopralluoghi da parte della Polizia Municipale dai quali è emerso che “è presente un accampamento abusivo caratterizzato da persone che dimorano in roulotte e capanne/tende, occupando anche lo spazio circostante le stesse con veicoli, sedie, tavoli ed altri oggetti in uso esclusivo agli stessi, quali stendini con panni stesi, cassonetti, accumuli di materiali di vario genere”. E ancora, “è desumibile una situazione igienico/sanitaria estremamente precaria e tale da non permettere il mantenimento della situazione esistente in quanto in loco non sono presenti le seppur minime condizioni igienico-sanitarie per la vita quotidiana delle persone, considerata l’assoluta mancanza di servizi igienici, docce, scarichi reti idriche e fognarie, fornitura di acqua corrente etc.; la situazione può creare situazioni favorevoli alla proliferazione di insetti ed altri animali molesti quali ratti e simili, oltre ad essere potenziale focolaio di infezioni e malattie”. Si aggiunge che “la presenza di persone non autorizzate all’interno dell’area può comportare rilevanti problematiche sul piano della sicurezza urbana; il protrarsi di questa situazione creerebbe una situazione potenzialmente pericolosa per la sicurezza pubblica nonché un importante problema igienico sanitario in considerazione della mancanza delle condizioni igieniche minime, creando situazioni potenzialmente pericolose per gli stessi occupanti”.

Si ricorda che fin dall’11 giugno 2025 era stata presentata una denuncia presso la Stazione Carabinieri di Marina di Carrara e che “nonostante i tentativi di liberare l’area da persone e cose al momento l’accampamento abusivo è ancora presente come da relazione della Polizia Locale dalla quale si evince che l’area risulta ancora utilizzata da un numero imprecisato di persone”. Da qui la decisione di disporre lo sgombero immediato dell’insediamento abusivo, “con allontanamento di tutte le persone che dovessero trovarsi in loco e la rimozione di tutto quanto riconducibile all’occupazione abusiva”. Si incarica “Il Servizio Sociale del Comune di Carrara di attivarsi in presenza di minori o di situazione che richiedano attenzioni particolari”.

Una notizia di cronaca ripropone un tema enorme per la città, ovvero il destino del grande parco dell’ex Villa Ceci. Un’area enorme di 36 ettari di proprietà privata e che quindi ad oggi non può essere utilizzata come parco pubblico. Brand Carrara lancia una proposta nella convinzione che una città come Carrara debba sempre pensare in grande, sia per la propria storia che per le risorse economiche ingenti di cui dispone grazie agli introiti del settore marmo; introiti in parte vincolati ma in parte no. A breve poi si chiuderà il capitolo del derivato legato ai Boc (Buoni ordinari comunali) e quindi ci saranno altre risorse disponili.

La nostra proposta: attivarsi ora e mettere in cantiere la prospettiva di trasformare Villa Ceci in parte a parco pubblico ma una parte cospicua in cittadella dello sport stile Cus Pisa, del quale pubblichiamo alcune foto.

La funzione di “spugna” in caso malaugurato di alluvioni sarebbe garantito, i campi sportivi da realizzare, almeno tre (un campo da calcio regolamentare è meno di un ettaro) dovrebbero essere in erba, con spogliatoi non invasivi, tribunette. Si risolverebbe il nodo della fame di campi sportivi e anzi, si creerebbe un’area attrattiva anche sul piano turistico. Oltre ai campi da calcio (trasformabili in rugby all’occorrenza), campi da pallavolo-basket, una palestra coperta con tendone. Basta farsi un giro al Cus Pisa per avere un’idea. Carrara aspira a diventare città universitaria a tutti gli effetti, oltre ad avere già un’Accademia di Belle Arti storica e molto frequentata, e quindi un Centro sportivo decisamente non starebbe male.

Utopia? Forse sì, ma intanto bisognerebbe iniziare a chiedere al proprietario Flavio Misciattelli quanto o cosa chiede per tutto il complesso, provare a capirne di più. La replica immaginabile: c’è già anche troppa carne al fuoco. Verissimo. L’urgenza è chiudere le tante partite aperte, e concentrare lì le energie, però intanto se ne potrebbe ragionare. Di sicuro, lasciare un’area così inutilizzata è un peccato; riempirla di persone di ogni età a fare sport o semplicemente a passeggiare sarebbe tutta un’altra cosa. Lo spazio per creare campi sportivi e parco attrezzato c’è, sarebbe una bellissima rivoluzione.

Massimo Braglia


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