
Carrara A margine della presentazione del futuro di Palazzo Rosso, come nuova biblioteca e casa della cultura, è stato chiesto cosa sarà dell’attuale biblioteca di piazza D’Armi.
La sindaca Serena Arrighi ha puntualizzato che si sta facendo una valutazione complessiva sugli spazi del centro storico. Di sicuro, nei piani interrati dell’edificio, resteranno i magazzini e gli archivi, per le altre due “ali”, ha aggiunto, “stiamo facendo ancora delle valutazioni per cercare di soddisfare più esigenze, legate ad esempio all’Università e agli spazi espositivi”. “In questo momento – ha ribadito – stiamo cercando di razionalizzare l’uso degli spazi. L’idea è quella di fare sì che in ogni luogo ci sia una sola destinazione d’uso; ad esempio, come Palazzo Rosso, Palazzo della Cultura, la biblioteca che si evolve; Palazzo Pisani che sarà il Palazzo delle Associazioni; così, abbiamo bisogno di tanti altri luoghi che abbiano una specificità in modo da adeguare anche la struttura all’uso che se ne fa, piuttosto che avere sempre dei luoghi non del tutto performanti. Ora l’obiettivo è portare a termine le cose che abbiamo in ballo, però in questa ottica una razionalizzazione degli spazi delle scuole avrebbe un senso, noi andiamo purtroppo verso l’inverno demografico, poi speriamo in una controtendenza, però proprio nell’ottica di avere luoghi che più si avvicinano all’uso migliore degli spazi, una razionalizzazione di tutti gli spazi che riguardano proprio il centro storico potrebbe aver senso perché magari riusciamo a riportare a Carrara altre cose”.
E in merito alla destinazione dei Gessi?
“Questo è uno dei temi, al momento a Palazzo Rosso non era possibile per la conformazione del Palazzo stesso, al di là dei carichi strutturali, anche per la movimentazione delle opere; sicuramente il patrimonio dell’Accademia è un patrimonio che merita di trovare una collocazione, io auspico anche un confronto con l’Accademia per trovare soluzioni condivise; loro stessi sono alla ricerca di spazi per la loro attività didattica, secondo me avrebbe senso confrontarci anche su questo tema”.
E’ stato notato che bisognerà poi affrontare i temi degli archivi Bessi e Michelino e il patrimomio delle opere di Carlo Sergio Signori. Ma ora l’importante è concludere le opere avviate.
L’impressione è che sia la sindaca che l’assessore Gea Dazzi abbiano già un’idea di cosa destinare nell’attuale biblioteca, probabilmente non si sbilanciano – c’è ancora un anno di tempo per decidere – per capire prima gli sviluppi del nuovo corso di Laurea di Ingegneria delle Tecnologie digitali; per altro già adesso è previsto che all’occorrenza delle lezioni siano svolte nella Sala Gestri.

A proposito di opere avviate, si è parlato anche della piscina in centro. Ha spiegato l’assessore Moreno Lorenzini: “La piscina ha avuto delle grandi problematiche connesse sicuramente alla tipologia di finanziamento per la quale era un dovere mio personale di prendere tutti i soldi disponibili, la piscina aveva un finanziamento che era stato assorbito completamente, tutto il resto non era nemmeno stato progettato nel dettaglio perché si andava a gara tutta la parte di consolidamento strutturale; per cui piano piano al di là che siamo riusciti ad evitare di smantellare la copertura, ma questo ha comportato studi ulteriori. Si ipotizzava anche una dispersione delle acque, ma era legato anche al sistema del “troppo pieno”, sono state sviscerate tante problematiche, alla fin fine siamo riusciti anche con perseveranza ad avere finalmente un progetto esecutivo; siamo ripartiti, i lavori sono in corso, è una rincorsa rimanere all’interno di quelle che sono le tempistiche previste dal Pnrr, che ci impongono a giugno di quest’anno il collaudo delle opere Pnrr, ma poi parallelamente dobbiamo anche concludere quanto pagato con i soldi messi dal Comune, un milione di euro. Un refit completo, tornerà una piscina cittadina, fa parte della nostra storia, è lì, dobbiamo arrivare all’obiettivo di restituire alla città un sacco di edifici e infrastrutture”. Una piscina importante per rivitalizzare il centro.
In tutto, i finanziamenti del Pnrr erano di circa 2,5 milioni, come detto il Comune ha aggiunto un milione e non è escluso che la cifra possa aumentare alla luce delle ultime prescrizioni del Coni, bisogna ovviamente mantenere l’accessibilità, rispettare tutti i requisiti igienico sanitari; il risultato sarà una piscina razionalizzata, efficace, è stato sottolineato. I tempi della riapertura al momento non sono noti, l’impressione è che si andrà nel 2027.
E la Caravella? “Entro giugno di quest’anno il collaudo delle opere finanziate al Pnrr, poi integreremo con altri interventi: il restauro delle parti di marmo, la parte verde e l’illuminazione”.
Massimo Braglia

Lascia un commento