Carrara E’ proprio vero che le strade dell’arte sono infinite. Ne è un esempio concreto il carrarese Luca Mazzilli, capace di creare sculture, ma anche tanti altri oggetti, complementi d’arredo,recuperando pezzi di biciclette abbandonate e non solo. Mazzilli, che nella vita lavora in una ditta di cashmere, ha una pagina instagram, “Breakeless club” e un profilo social molto seguiti, ed è l’esempio concreto di come il concetto di economia circolare e riciclo possa applicarsi perfettamente anche al mondo della creatività. Non a caso, a Carrara, città creativa Unesco, è stato fra i partecipanti dell’iniziativa C/Art, “Creativi in dialogo”, con questa motivazione: “Luca Mazzilli (Carrara, 2/8/1976) nei primi anni 2000 si trasferisce in Versilia lavorando in negozi di streetwear e sportwear che gli danno modo di avvicinarsi al mondo della bici grazie al fenomeno delle fixed Bike (bici a scatto fisso) che in quegli anni stava nascendo. Appassionato di singlespeed, bici da strada o gravel, tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 Luca crea il progetto Breakelessclub, grazie alla voglia di donare una seconda vita alle biciclette abbandonate o gettate in un angolo perché arrugginite e rotte. Ispirandosi all’opera “testa di toro” di Picasso inizia ad utilizzare i pezzi di biciclette smontate per creare nuove opere: un punto focale del suo progetto resta il creare con ciò che altri getterebbero dando così una mano all’ambiente nel rispetto dei valori del riuso e del riciclo. Ogni creazione è unica ma il filo conduttore delle opere di Mazzilli resta un amore incondizionato per la bicicletta, che lo porta a tornare a Carrara e aprire un laboratorio”.


Una sintesi che rende bene l’idea del processo creativo portato avanti con passione da Mazzilli nel suo laboratorio di via VII Luglio, ricco di sorprese. Prima domanda d’obbligo, con la risposta che ovviamente ricalca quanto già abbiamo scoperto: Come nasce questa passione e da dove nasce questa ispirazione? Risponde Mazzilli: “Tutto nasce dalla voglia di recuperare vecchie biciclette che vedevo abbandonate quando abitavo a Forte dei Marmi; capitava magari a fine stagione che i turisti lasciavano le bici in abbandono, da qui, dal loro recupero, ho poi cercato altre ispirazioni; punto di partenza, il “Toro” di Picasso (la “Testa di Toro”, ndr); con un semplice sellino e un manubrio lui ha ricreato un toro, e io ho pensato di valorizzare queste bici che per alcuni magari erano rottami, cercando di dare una seconda vita”. Ma non solo: da appassionato di ciclismo, ha preso ispirazione dalle maglie storiche delle due ruote, dai colori del Tour de France, dalla maglia ridata, oppure ha creato forme che potrebbero essere le forme degli animali, quindi appunto il toro, l’antilope, l’alpaca, il tutto, ribadisce, per “dare nuova vita a quelli che per qualcuno potevano essere dei ferri vecchi”.

Singolare anche il nome “Breakeless club”, in cui si mescolano i freni, braks, e il punto di rottura, break. Fantasia e originalità decisamente non mancano a Mazzilli, che ha iniziato a dedicarsi all’attività, nel tempo libero, durante il lockdown e non si è più fermato; unendo così la passione per la bici a quella per l’arte e il riuso.

“Ad oggi ho creato più di 70 pezzi – ci spiega nel suo laboratorio, fra sculture, orologi, lampade, abribottiglie, tavolini e altro ancora – anche il legno che impiego è di recupero”.

Vi è poi la sezione “Fatica, polvere e gloria”, ovvero maglie storiche di corse mitiche, soprattutto l’Eroica, che ricerca nei mercatini. “Un tributo al ciclismo che piace a me, quello che non è business. Il mio eroe è Marco Pantani, alfiere di un ciclismo vero”.

Il suo “manifesto” è inquadrato nel laboratorio: “Il progetto Breakeless Club nasce dall’amore verso la bicicletta. Questo amore ci porta a recuperare parti di bici arrivate alla fine del loro percorso, trasformandole in complementi d’arredo e donandole una seconda vita. Tutte le nostre creazioni sono uniche, handmade e ogni imperfezione è sinonimo della sua unicità”.

Le sue opere sono in vendita, alcune si trovano anche in negozi del settore, come quello del meccanico di Jovanotti, il Baldoni Bike Shop di Forlì: “l’ho omaggiato di una Alpaca”, racconta, “come tributo al loro viaggio in bici tra Cile e Argentina”.

E’ impressionante vedere come da un cerchione di bici possa nascere una lampada, o un fiore da un pezzo di catena. Le parole non rendono l’idea della sorpresa che coglie il visitatore nell’entrare nel laboratorio di Mazzilli; nella città del marmo, si scopre un angolo in cui si omaggia il ciclismo genuino e lo si coniuga, con passione, con l’arte e la creatività. (M.B.)


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