
Carrara Lutto nel mondo dell’imprenditoria per la scomparsa di Giorgio Giorgi, storico titolare e gestore della Tipografia Catelani di via Chiesa. Aveva 86 anni. Vi era entrato a lavorare da ragazzino, subito dopo quello che una volta era l’Avviamento, e vi è rimasto praticamente sempre anche fino all’ultimo, fin quando ha potuto, per dare una mano al figlio Matteo che ha preso in mano la ditta in questi periodi di profonda trasformazione del settore.
Era sopravvissuto al bombardamento di via Groppini, del 18 gennaio 1945 (aveva 5 anni) – 65 morti (tra cui 14 bambini) e 75 feriti – come aveva raccontato anche di recente: “Ero con degli amichetti a giocare vicino alla fontanina che c’era in via Groppini – aveva spiegato –, ad un certo punto è arrivato un uomo e ha detto che eravamo in pericolo. Ci ha invitato a seguirlo. Così gli siamo andati dietro e ci siamo nascosti in una cantina. È così che mi sono salvato”.
Giorgio Giorgi era figlio di Bruno Giorgi, lavoratore nel settore del marmo, e di Anna Catelani; Anna aveva come fratelli Gino, Loris e Renata, figli di Gino Catelani (stesso nome di uno dei figli) che insieme a Loris avevano proseguito l’attività fondata nel 1921 da, ancora, Gino Catelani. Un’attività ultracentenaria, quindi. Come è riportato nel sito, “L’attività nacque nel 1921 quando il fondatore (Gino Catelani) acquistò dal Partito Repubblicano di Carrara l’attrezzatura necessaria ad iniziare l’attività tipografica. Nonostante egli fosse fosse di fede repubblicana gli fu consentito di svolgere il proprio lavoro in un regime monarchico. Con l’avvento del Fascismo (1922) cominciarono le grandi difficoltà che portarono alla confisca di tutti gli impianti nel 1924. Nel 1932 diedero modo al fondatore di continuare l’attività in proprio: coadiuvato dai due figli (Loris e Gino), fino al 1952 quando venne a mancare il fondatore. I figli proseguirono orgogliosamente l’attività del padre, modernizzandola, anche grazie all’economia italiana che, in quel periodo, era in febbrile ascesa. Nel corso del 1955 subentrò il nipote del fondatore (Giorgio), e altre due maestranze addette alla composizione manuale con caratteri mobili e macchine tipografiche.
Nel 1960, viste le pressanti richieste di lavoro, acquistarono la prima macchina automatica (Heidelberg “Platina”) che gli permise di far fronte alle richieste degli stabilimenti industriali della zona e di molti uffici cittadini. Seguirono altre due macchine tipografiche piano cilindriche (Albert Franckental e Nebiolo)”.
Poi l’azienda è sempre stata al passo con i tempi. Per oltre 70 anni quindi Giorgio Giorgi è rimasto al lavoro, adattando l’azienda alle varie modifiche tecnologiche e mantenendo sempre i contatti con i clienti, quelli storici come l’Accademia di Belle Arti, la Cassa di Risparmio di Carrara “vicina di casa” (è dirimpettaia), la Camera di Commercio, il Comune e altri, e poi ovviamente le migliaia di carraresi e non solo che ne sono stati clienti. Sempre con grande disponibilità, umanità, e una grande professionalità, di tutte le lavorazioni conosceva ogni segreto e sapeva sempre proporre la soluzione ottimale.
In tutti questi decenni, le ore nelle quali le macchine erano in funzione e quindi non era necessario l’intervento dell’uomo, ha letto tantissimi libri, facendosi da autodidatta una ampia cultura in più settori. Oltre al lavoro e alla famiglia, la sua grande passione era la montagna, storico socio del Cai di Carrara, conosceva praticamente tutti i sentieri delle Apuane e ultimamente anche delle Dolomiti.
Lascia la moglie Rosella Frediani, i figli Matteo e Luca, i nipoti Edoardo ed Eleonora. La salma è alla casa del Commiato delle onoranze Funebri Carraresi, in via del Cavatore.

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