Il prestigioso organo Serafino Paoli del 1852 nella chiesa di San Pietro ad Avenza

Carrara Il panorama musicale autunnale si accende con una nuova, affascinante edizione del Festival Organistico Internazionale, la rassegna in memoria di don Sergio Rosaia promossa dal dinamico don Marino Navalesi, parroco di San Pietro e vicario del Vescovo, e pensata per valorizzare lo straordinario patrimonio organario della chiesa di Avenza – l’organo Serafino Paoli del 1852 – e il repertorio antico, barocco e classico. Attraverso appuntamenti di altissimo profilo artistico, il festival – ad ingresso gratuito – offre al pubblico l’occasione di riscoprire capolavori immortali, dialoghi timbrici inusuali e pagine di rara esecuzione, guidati da interpreti di fama internazionale.

I Concerti in Programma

Domenica 11 Ottobre: L’armonia tra flauto e tastiera
Il primo appuntamento della rassegna, in calendario per domenica 11 ottobre, vede protagonisti il flautista Benjamin Gaspon e l’organista Jean-Paul Serra, entrambi esponenti di spicco del prestigioso Baroques-Graffiti Ensemble di Marsiglia. Il programma propone un raffinato dialogo tra il flauto traverso e l’organo, esplorando le sonorità della prima metà del Settecento attraverso le Sonate di Georg Friedrich Haendel (tra cui la Sonate en sol Majeur HWV 363b e la Sonate en la mineur HWV 374), il Concerto in re minore BWV 974 (nella rielaborazione di J.S. Bach da Marcello) e le monumentali partiture bachiane per flauto e clavicembolo/organo obbligato (tra cui la Sonata in la maggiore BWV 1032 e la Sonata in mi bemolle maggiore BWV 1031), impreziosite da trascrizioni da suite per violoncello.

Pietro Pignatelli
Ferruccio Bartoletti

Domenica 18 Ottobre: Il dialogo organistico tra tradizione e contrappunto
Il secondo appuntamento, fissato per domenica 18 ottobre, arricchisce la rassegna con le musiche di J.S. Bach, D. Buxtehude e momenti di raffinata improvvisazione organistica. Protagonisti della giornata sono Pietro Pignatelli e Ferruccio Bartoletti, interpreti di profonda sensibilità filologica e liturgica, che guidano il pubblico attraverso le architetture sonore del contrappunto barocco e l’espressività delle grandi scuole organistiche europee.

Domenica 25 Ottobre: I tesori tastieristici tra Cinque e Settecento
La rassegna prosegue domenica 25 ottobre con il recital solistico di Nicolò Antonio Sari, raffinato organista e clavicembalista veneziano, nonché direttore artistico di importanti festival internazionali. Sari offre al pubblico un excursus di grande interesse storico e virtuosistico, spaziando dalla monumentale Ciaccona in sol maggiore HWV 435 e dai Tre pezzi per orologio meccanico di Händel alle Partite diverse di Follia di Bernardo Pasquini. Il programma attraversa inoltre la scrittura tastieristica italiana con la Sonata in re maggiore K 281 di Domenico Scarlatti, la Toccata aperta d’organo e balletto di Alessandro Scarlatti, il Concerto I in sol maggiore di Michelle Corrette, per concludersi con le suggestive e teatrali Sonate per l’Elevazione e l’Offertorio di Niccolò Moretti e Giovanni Morandi.

Silvano Rodi e Sonia Borella Rodi

Domenica 1° Novembre: L’incontro tra organo e percussioni (“Le Roy danse”)
A chiusura della rassegna, in programma domenica 1° novembre, troviamo un capitolo di straordinaria originalità imperniato sul duo “In Cymbali et Organo”. Questo insolito e affascinante sodalizio artistico unisce le sonorità della tastiera alla ricchezza ritmica delle percussioni antiche.

Gli Interpreti:

Silvano Rodi: Organista di fama internazionale, già titolare della chiesa di S. Dévote nel Principato di Monaco e a lungo docente nei conservatori francesi, nonché autore di importanti monografie e curatore di numerosi restauri organari.

Sonia Borella: Percussionista specializzata in percussioni storiche e antiche, attiva da decenni nella promozione della musica rinascimentale e barocca e nella ricerca sulle “galanterie” strumentali.

Il progetto musicale, intitolato “Le Roy danse”, allude sia al repertorio di corte rinascimentale e barocco — in cui le melodie organistiche venivano esaltate dall’improvvisazione ritmica di cimbali, tamburi e nacchere — sia alla celebre definizione mozartiana dell’organo come “il re di tutti gli strumenti”. Il programma valorizza quei registri accessori storici (dalle “galanterie” settecentesche alla “banda turca” ottocentesca) attraverso adattamenti inediti e rigorose prassi esecutive.

Un cartellone, dunque, di spessore culturale e musicologico unico, capace di unire la devozione liturgica alla riscoperta profana, offrendo agli appassionati e ai cultori della musica antica un’occasione imperdibile di ascolto e riflessione lungo tutto l’arco degli appuntamenti autunnali.


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