
Carrara E’ una chiusura che fa discutere, quella della storica Libreria Bajni di via Verdi angolo via Chiesa; chiusura annunciata sui social due giorni fa con la scritta “Fuori tutto per chiusura attività”. La Libreria fu aperta ben 125 anni fa, la sede storica era più verso Sarzana sempre in via Verdi, fu acquisita dalla Cassa di Carrara e quindi ci fu il trasferimento di qualche decina di metri lato Massa, nei locali dell’ex Bar Rebecchino. Adesso, come racconta amareggiato il titolare Francesco Bajni, che ha raccolto il testimone dal padre Giuseppe e dallo zio Pietro (il fondatore è stato il nonno Emanuele Pietro, per un periodo ci fu la convivenza con i Luciani che poi avevano aperto una propria Libreria in via Cavour), in sostanza, spiega Francesco Bajni, tenere aperto significa andare in perdita e quindi non ha più senso. Molte le cause della crisi, ma il colpo di grazia, spiega, sono stati i continui lavori in centro e adesso la chiusura di via Verdi: sempre più difficile accedere all’attività. Ma certamente le cause sono state anche altre: Bajni è sempre stata nella memoria collettiva la Libreria dove si compravano i libri scolastici, ma, racconta Francesco, il mercato ha retto fino al 2008, poi fra i supermercati e internet, quella componente importante si è esaurita.

E ora? “Resteremo aperti fino a fine mese penso – spiega il titolare – nel frattempo è in corso una vendita promozionale dei libri con sconti dal 20 al 50 per cento”. Formalmente è pensionato ma auspica di poter mettere ancora a disposizione la sua esperienza e le sue conoscenze. Intanto è segretario della Pro Loco Le Vie dell’Arte, presieduta da Filippo Rolla, che organizza fra l’altro la bella iniziativa “Arte in negotium”.

Il destino dei locali della Libreria sembra comunque destinato a rimanere nell’ambito della cultura cittadina. A quanto risulta, anche se il diretto interessato preferisce non esprimersi sull’argomento, l’Accademia di Belle Arti di Carrara è interessata a rilevare i locali per poterli destinare a spazio espositivo, in continuità con i locali di via Chiesa dove nei mesi scorsi è stata aperta al pubblico, con grande riscontro di visitatori, l’esposizione di una selezione di quindici opere della prestigiosa Gipsotecа. Lo ricorda esplicitamente nel suo programma elettorale per le elezioni a direttore il candidato professor Vittorio Piccotti, che è anche vicedirettore dell’Accademia. Sarebbe una soluzione ideale per evitare che un’altra saracinesca resti chiusa a lungo e vada ad aggiungersi alle tante, troppe già abbassate definitivamente in centro, ma non solo.

Lascia un commento